Beato Angelo Paoli

carmelitano

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Pellegrinaggio romano

In relazione all'itinerario romano, è stato definito un calendario che prevede la realizzazione del pellegrinaggio l'ultimo sabato di ogni mese con partenza davanti alla Basilica dei SS. Martino e Sivestro alle ore 9.
È inoltre disponibile un sussidio ricco di episodi e aneddoti della vita del Beato Angelo Paoli legati ai luoghi che saranno visitati. [info]

Appuntamenti 2017

28 gennaio - 25 febbraio
25 marzo - 29 aprile
27 maggio - 24 giugno
30 settembre - 28 ottobre
sabato 25 novembre.
N.B. Il Pellegrinaggio non si svolgerà nei mesi di LUGLIO - AGOSTO - DICEMBRE

 

Scarica la guida del Pellegrinaggio [pdf]

 

disegno

IL CAMMINO DELLA CARITÀ
Sulle orme del Beato Angelo Paoli

All'indomani della Beatificazione si è sentita la necessità di conoscere meglio non solo la vita di questo straordinario Sacerdote Carmelitano, ma anche i luoghi che l'hanno visto nascere e operare.
Ecco allora che grazie al lavoro di ricerca di p. Lucio Maria Zappatore, O. Carm. e di alcuni collaboratori si è riusciti a definire un itinerario che raccoglie alcuni luoghi che hanno visto protagonista p. Angelo e propongono episodi significativi della vita del Beato.

In occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da papa Francesco, la Diocesi di Roma ha inteso inserire questo pellegrinaggio tra quelli offerti a tutti i pellegrini che verranno a Roma.
L’itinerario viene ora arricchito nel suo significato spirituale, con brevi riflessioni sulle sette opere di misericordia corporali.

IL CAMMINO DELLA CARITÀ

Le illustrazioni sono tratte da: Le magnificenze di Roma antica e moderna di Giuseppe Vasi, edite tra il 1747 e il 1761;
le foto ritraggono le Sette opere di misericordia corporali realizzate per il fregio dell’Ospedale del Ceppo a Pistoia.

Presentazione del Pellegrinaggio

mappaLa beatificazione del carmelitano P. Angelo Paoli, avvenuta nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano in Roma il 25 aprile 2010, ha permesso di conoscere la vita di questo sacerdote, romano di adozione, e di presentarlo come esempio alla comunità cristiana di Roma.
La sua vita spirituale ebbe come punto cardine l’amore all’Eucaristia, attraverso la celebrazione della S. Messa, che faceva procedere e seguire da un lungo tempo di preparazione e di ringraziamento, e l’adorazione al SS.mo Sacramento davanti al quale passava anche lunghe ore della notte. Coltivava poi una tenerissima devozione a Maria, venerata sotto il titolo di Madonna del Carmelo, che lo impegnava nel tempo libero a confezionare con le sue stesse mani gli scapolari, che regalava come unico compenso ai suoi benefattori. La grande carità lo spingeva a servire ogni giorno i poveri, gli ammalati (ai quali portava anche musicisti, ballerini e maschere, vero precursore della clownterapia), i carcerati, i convalescenti, per i quali, con una intuizione straordinaria, creò un ospizio sullo stradone di S. Giovanni.
Nei suoi progetti caritativi e di servizio coinvolgeva i potenti del tempo, sia nobili che ecclesiastici.
Il Beato Paoli è stato un eloquente testimone della carità e anche ai nostri giorni la sua vita offre un valido aiuto a tutti coloro che vivono concretamente il comandamento dell’amore.
Questo itinerario spirituale, sulle orme che il Beato ci ha lasciato nei 33 anni di vita romana, vuole essere una esperienza di riflessione per conservarne vivo il ricordo e imitare l’ardore della sua carità. Lo raccomando a tutti i fedeli, sacerdoti e laici, ed esprimo l’augurio che la visita nei luoghi ove egli visse e operò susciti nei cuori dei pellegrini l’ardente desiderio di portare agli uomini della nostra città, con la vita e la parola, il lieto messaggio
dell’amore di Dio.

Agostino Card. Vallini
Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma

Appuntamento davanti alla chiesa dei SS. Silvestro e Martino ai Monti (viale del Monte Oppio, 28) alle ore 9,00 ogni ultimo sabato del mese. La durata a piedi è di circa 4 ore.

martinoPrima sosta
Raduno nella piazzetta davanti alla BASILICA DEI SS. SILVESTRO E MARTINO AI MONTI (viale del Monte Oppio, 28 - tel. 06.4784701) dove il Beato è vissuto 33 anni e dove è morto il 20 gennaio 1720; qui radunava ogni giorno i poveri (visita alla tomba del B. Angelo Paoli, ai suoi ricordi, al Titolo di Equizio).
Presentazione della vita del Beato Angelo Paoli. Riceviamo la benedizione con le reliquie del Beato Angelo prima di iniziare con spirito di preghiera il pellegrinaggio.

Dar da mangiare agli affamati

È davanti agli occhi di tutti il problema della fame nel mondo: in realtà non è il cibo che manca, ma una equa distribuzione dei beni della terra. La fame è conseguenza della povertà e la povertà deriva dalle ingiustizie. Questa prima opera di misericordia corporale ci chiede di aprire gli occhi sulla fame e sulla povertà nel mondo: non basta un gesto di misericordia, ma deve nascere un nuovo stile di vita, basato sulla parsimonia, sulla condivisione e sulla comunione con gli altri, evitando gli sprechi e destinando una quota dei nostri beni ai poveri.

affamatiIn questa piazzetta il Beato Angelo Paoli distribuiva ogni giorno il pane ai poveri, privandosi spesso della sua razione e con il corrispettivo acquistava le pagnotte da distribuire; e quel pane, per dono della Provvidenza, bastava sempre per tutti.

 

Uscendo da S. Martino ai Monti si percorre a sinistra viale del Monte Oppio, si attraversa via Giovanni Lanza, all’altezza delle strisce pedonali, e, proseguendo a destra, si arriva al Largo Brancaccio. Risalendo a sinistra, per via Merulana, verso S. Maria Maggiore, si attraversa la strada, all’altezza delle strisce pedonali, di fronte alla chiesa di S. Alfonso de Liguori, e subito a destra si imbocca via di S. Vito per visitare:


viperescheSeconda sosta
CONSERVATORIO DELLE “VIPERESCHE” (via di S. Vito, 10 - tel. 06.87440609) Ospizio per ragazze in difficoltà, fondato nel 1668 dalla nobildonna Livia Vipereschi (da cui il nome), dove Angelo Paoli fu per anni Confessore e Direttore Spirituale. Attualmente è un pensionato per studentesse diretto dalle Pie Discepole del Redentore.
Quali sono oggi le difficoltà, i malintesi e i nemici della vita spirituale e del progresso della conversione? Il seme e la fiamma della conversione va costantemente alimentata: Confessione e Direzione spirituale.

Dar da bere agli assetati

La mancanza di acqua è un altro dei problemi più urgenti del mondo: basti pensare alla tragedia del Sahel e dei tanti luoghi desertificati, ma anche allo spreco dei nostri acquedotti o l’avvelenamento delle sorgenti: un disastro ecologico di proporzioni inaudite. Il richiamo di Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato sì ci invita a riflettere sulla nostra responsabilità nella cura del Creato. Dare il nostro contributo, ad esempio, per costruire pozzi d’acqua, ci ricorda come Gesù dichiara dato a sé un bicchiere d’acqua dato ai fratelli assetati.

assetatiDavanti alla fontana delle “Viperesche” ricordiamo che il Beato Angelo Paoli visitava questo istituto portando l’acqua della saggezza in quanto era il Direttore spirituale di queste povere fanciulle, insegnando la musica (specie il canto gregoriano) e accompagnandole nelle scampagnate “fuori porta” per farle vivere a contatto con la bellezza della natura.

Riprendendo via Merulana, in direzione di S. Giovanni in Laterano, si arriva alla:


scala Terza sosta
SCALA SANTA che il Beato faceva di frequente. Un giorno, uscendo dalla Scala Santa, e vedendo dinanzi a sé l’Ospedale di S. Giovanni, Angelo Paoli sentì la sua chiamata a servire lì gli ammalati.
Cosa è la devozione della Scala Santa e quale frutto ha prodotto nel Beato Angelo? Domandiamoci quale frutto vorremmo portare alla chiesa e al mondo? Ogni vocazione è vocazione alla carità.

Vestire gli ignudi

La nudità è impossibilità a coprirsi per proteggersi dal freddo, ma anche umiliazione per non potersi presentare in maniera dignitosa davanti agli altri. Il cardinale ungherese József Mindszenty, imprigionato prima dai nazisti e poi dai comunisti, subiva gli interrogatori nudo, come segno di massima umiliazione e sudditanza psicologica. È facile oggi liberarsi di vestiti usati e vecchi, quando rinnoviamo il guardaroba, e usiamo la parrocchia come una discarica, pensando di aver fatto chissà quale gesto di carità. Preoccupiamoci di dare indumenti buoni e nuovi, magari rinunziando ai capi firmati.

ignudiDel Beato Angelo Paoli si narra che delle volte tornò a casa scalzo per aver donato le scarpe a qualche povero che incontrava. Una volta buttò la sua cappa dalla finestra per ricoprire una donna intirizzita dal freddo e si sfilò i calzoni da sotto la tonaca per donarli ad un povero (questo si legge anche nella vita di S. Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars).
Serviva sempre i poveri a capo scoperto, anche quando tirava la tramontana, per rispetto a Cristo, che vedeva nei poveri.

Uscendo dalla Scala Santa, a sinistra, si attraversa la piazza, alle strisce pedonali con semaforo, e si entra, dall’ingresso principale, nella:

porta santaQuarta sosta
BASILICA DI S. GIOVANNI IN LATERANO, CATTEDRALE DI ROMA dove il Beato portava i suoi collaboratori, dopo il servizio reso nell’ospedale di S. Giovanni. Ci si ferma solo per un momento di adorazione nella Cappella del SS.mo Sacramento.

Ingresso dalla Porta Santa della Basilica di S. Giovanni in Laterano
Il rito della Porta Santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza: “la porta” è Gesù.
In Basilica, sosta per il Sacramento della Riconciliazione.
Il Giubileo della Misericordia è un invito a tornare alla casa del Padre, anche attraverso la confessione sacramentale, sapendo che Lui ci attende sempre a braccia aperte.

Si attraversa la Basilica fino al transetto e si esce dalla parte laterale destra; si attraversa la piazza di S. Giovanni, all’altezza delle strisce pedonali con semaforo, per arrivare a:

ospedaleQuinta sosta
OSPEDALE DI S. GIOVANNI – ADDOLORATA (SALA MAZZONI: l’ingresso si trova sulla stessa piazza S. Giovanni; apertura da lunedì a venerdì ore 7,30 – 18,00; sabato ore 7,30 – 13,00).
(visita alla Sala Mazzoni, che era l’antico padiglione dell’ospedale per gli uomini, con un crocifisso e un affresco con Gesù che guarisce il paralitico e alla Cappella dell’ospedale).
In questo padiglione Angelo Paoli visitava quotidianamente gli ammalati, portando anche una orchestrina con ballerini e le maschere a Carnevale, antesignano della “clownterapia”.

Visitare gli infermi

Nel Vangelo la figura del “buon samaritano” diventa il modello dell’atteggiamento del cristiano verso coloro che soffrono. Dobbiamo garantire loro una assistenza dignitosa ed efficace, lottando contro la “mala sanità”, ma soprattutto dobbiamo essere vicini agli ammalati con tutto il calore e l’affetto di cui hanno bisogno, specie coloro che non hanno nessuno che li possa confortare. Una badante non può sostituire l’affetto e il calore dei figli verso un genitore anziano o malato.
Visitare gli ammalati dovrebbe essere uno degli impegni domenicali di ogni famiglia e di ogni comunità cristiana.

infermiIn questo campo il Beato Angelo Paoli ha espresso il meglio della sua fantasia caritativa: andava a trovare giornalmente gli ammalati nell’ospedale di S. Giovanni, portandosi dietro talvolta anche orchestrine, ballerini e maschere, vero anticipatore della clownterapia. Non solo accudiva gli ammalati con amore, ma li invitava alla conversione e alla riconciliazione con i parenti.

Uscendo dall’Ospedale, a sinistra, si scende per la:

Sesta sosta
ospizioVIA DI S. GIOVANNI IN LATERANO (sosta presso la lapide, situata vicino alla facciata della Chiesa di S. Maria delle Lauretane - tra la basilica di S. Clemente e il Colosseo - che ricorda l’Ospizio dei convalescenti, fondato dal Beato, per accogliere i malati non ancora pienamente ristabiliti, dimessi dall’ospedale di S. Giovanni. Nel 1870 l’ospizio fu incamerato dallo Stato e il Comune di Roma ci ha fatto l’esattoria comunale. Della chiesa resta solo la facciata).

Alloggiare i pellegrini

Oggi le prime figure di pellegrini che abbiamo sotto gli occhi sono gli immigrati, ma anche tutte le persone che hanno perso la casa o quelle che non l’hanno mai avuta. Persone che vivono il disagio dell’abbandono della propria terra, delle proprie radici, delle proprie tradizioni, della propria cultura e anche della propria religione. Persone che vengono guardate con diffidenza, come se fossero un problema in più per la nostra società. Servono norme condivise tra gli Stati, ma serve principalmente l’impegno di ognuno di noi per farci carico di questi nostri fratelli aiutandoli ad inserirsi, a trovare una sistemazione dignitosa per loro e per le loro famiglie. Non sono solo portatori di bisogni, ma anche di valori.

pellegriniIl Beato Angelo Paoli creò questo Ospizio per i convalescenti proprio per togliere dalla strada tutti gli ammalati non ancora pienamente guariti, curando il loro inserimento graduale nella società, strappandoli all’accattonaggio. Invitava anche le famiglie nobiliari ad aprire le loro case di campagna a questi convalescenti, coinvolgendole in prima persona in questo gesto di carità.

Al termine della via si attraversa l’incrocio, all’altezza delle strisce pedonali e si arriva alla:

colosseoSettima sosta
CAPPELLA DI S. MARIA DELLA PIETÀ, ALL'INTERNO DEL COLOSSEO. Fu il Beato a far recintare il Colosseo - che era diventato sede di gente di malaffare e prostitute - e a farvi piantare tre croci con delle cappellette con immagini della Passione, anticipando la Via Crucis, iniziata 50 anni dopo da S. Leonardo da Porto Maurizio. La croce attuale è quella fatta innalzare nell’anno santo del 1950.

Seppellire i morti

Nella nostra società va scomparendo la dimensione di fede intorno alla morte: non si chiama più il prete, se non quando il morente è in coma, non si accetta la volontà di Dio, ci si dispera senza la fede nella resurrezione. La comunità cristiana è chiamata ad essere vicina ai morenti, ai loro familiari, al personale sanitario. Deve essere presente al funerale per testimoniare la fede nel Signore risorto e consolare ed assistere i parenti specie se sono in difficoltà. Le famiglie devono riprendere la visita ai propri cari al cimitero, specie di domenica, giorno della risurrezione, anche per trasmettere ai figli la dimensione cristiana della morte.

mortiDavanti all’immagine di Maria, venerata nella cappella del Colosseo come Vergine della Pietà, colei ha raccolto Gesù morto fra le sue braccia ai piedi della Croce, siamo invitati a vedere la luce della resurrezione davanti alla morte di ogni nostro fratello. Il Beato Angelo Paoli, durante le visite ai malati, quando si trovava davanti alla morte di un infermo, radunava intorno al letto del defunto i parenti e quanti si trovavano nell’ospedale, pregando per lui, ma soprattutto facendo loro una catechesi sulla morte e sul senso della vita.

monastero

Si risale per via Nicola Salvi, via delle Terme di Tito, largo della Polveriera, via Eudossiana e si imbocca via delle Sette Sale per visitare l’antico:


Ottava sosta
MONASTERO DELLA PURIFICAZIONE (via delle Sette Sale, n. 24 - tel. 06.483703) sosta nel cortile davanti all’antico Monastero della Purificazione - ora sede dei Canonici Regolari Lateranensi - dove abitualmente il Beato ogni mattina celebrava la S. Messa per le monache, con all’ingresso i resti della cappellina che lui stesso fece riparare.

Visitare i carcerati

Non è facile concretamente vivere questa opera di carità per le leggi che non consentono visite frequenti ai carcerati, ma quest’opera di misericordia va oltre il gesto materiale. Il carcerato può essere aiutato attraverso l’interessamento e l’aiuto alla sua famiglia, può essere aiutato soprattutto nel momento che esce dal carcere, aiutandolo al reinserimento nella società. Società che va educata a non emarginare i carcerati e soprattutto le loro famiglie, ma avere sempre un atteggiamento di accoglienza e di solidarietà.

carceratiIl Beato Angelo Paoli visitava spesso le carceri di Via Giulia, portando ai carcerati da mangiare e abiti per vestirsi. Ma era ricercato da loro anche per riconciliarsi con Dio. Si racconta di un condannato a morte che chiese di confessarsi solo da p. Angelo: saputo che purtroppo il Beato era deceduto alcuni giorni prima, chiese allora un altro confessore.

 

Costeggiando la strada ci avviamo alla:

mensaNona sosta
MENSA “GIOVANNI PAOLO II” DELLA CARITAS DIOCESANA DEL COLLE OPPIO.
Questa sosta, che chiude il Cammino di Carità, vuole concretizzarsi in un gesto di solidarietà effettivo: durante la visita viene chiesta ad ognuno dei partecipanti una offerta, possibilmente frutto di una rinuncia personale, per sostenere la Mensa Caritas, oppure l’impegno ad offrire una giornata di volontariato presso la stessa mensa.

A poche centinaia di metri da questo luogo, nel ‘700, il Beato Angelo Paoli distribuiva il pane ai poveri. S. Giovanni Paolo II lo ha definito «"padre dei poveri" e "apostolo di Roma"…che possiamo definire il fondatore ante litteram della Caritas nel rione Monti». Oggi siamo noi chiamati a proseguire la sua opera, permettendo alla Caritas diocesana di continuare nella sua attività di assistenza e cura di quanti si presentano per chiedere aiuto.

MENSA “GIOVANNI PAOLO II” a Colle Oppio
Via delle Sette Sale 30 - Roma
Tel. 06.88815230
E-mail: colle.oppio@caritasroma.it


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